La pineta Sperane e gli usi civici




Il cuore del demanio civico di San Zeno di Montagna è rappresentato dal vasto comprensorio boschivo dato dalla “Pineta Sperane” per una superficie di oltre 60 ettari.

Il complesso forestale, la cui denominazione “Pineta” deriva dall’importante opera di rimboschimento del inizio secolo scorso e ripresa negli anni ’30 con l’impianto della pineta sul Monte Belpo, in cui si utilizzò il pino nero, ospita oltre agli impianti artificiali di resinose formazioni spontanee ascrivibili agli orno-ostrieti (carpino nero con l’orniello e la roverella) e castagneti.

Le funzioni attribuite al bosco di Sperane sono quella turistico-ricreativa e produttiva; segnatamente a quest’ultima attitudine, in funzione della ripresa annuale è auspicabile che si possa predisporre un sistema per l’assegnazione di quote di legna alle famiglie locali.

Gli utili provenienti da eventuali concessioni di lotti boschivi (es.: a ditte boschive) dovranno essere reimpiegati per interventi di miglioramento boschivo (anche dei castagneti) o pascolivo del demanio civico di San Zeno di Montagna.
Il rimboschimento di pino nero ora in parte frammisto o sostituito da vegetazione forestale spontanea era finalizzato a migliorare luoghi pietrosi e poco sfruttabili anche per la pastorizia.