L’interno della chiesa




Internamente la chiesa dalle forme neoclassiche è ricca di decorazioni, marmi e fregi. L’altare in marmi policromi creato nel 1914 è costato 2619 Lire, mentre il ciborio e il tabernacolo in oro e marmo sono stati realizzati a Sant’Ambrogio nel 1714, le statuine degli angeli sono in marmo bianco di Carrara. Sulla parte anteriore dell’altare si nota un medaglione, dove è scolpito un pellicano, simbolo dell’eucarestia cristiana.
Dietro l’altare maggiore si trova la pala di San Zeno che predica e benedice, opera di P. Nanin del 1869. Sono presenti altre due tele, a destra la Vestizione di San Carlo che comunica agli appestati, sempre di P. Nanin mentre a sinistra una tela di A.Ugolini sulla Passione nell’Orto degli ulivi e una Sacra Famiglia di epoca incerta e autore ignoto.  Nella volta del presbiterio, sopra l’altare maggiore, è dipinto un grande medaglione raffigurante la Trinità con ai lati i quattro evangelisti, nella volta della navata si può ammirare la Resurrezione con agli angoli quattro papi e vescovi e la Trasfigurazione con le quattro virtù.
La chiesa presenta dei tabernacoli laterali in marmo e quattro altari laterali che si aprono sulla navata. Un altare del 1828 è dedicato a San Carlo Borromeo, qui è collocata una tela che raffigura il Santo, dipinta da P. Nanin del 1853. Un altro altare del 1787 è dedicato alla Sacra Famiglia, mentre un altro proveniente dalla cappella più antica è intitolato al Sacro Cuore di Gesù. Verso l’abside si trova l’altare consacrato alla Madonna del Rosario o della Cintura con la seicentesca statua della Madonna seduta su una poltrona dorata

La Madonnina con Bambino che risale al 1650 con poltrona in oro. Il 1° maggio del 1716 la Vergine è stata portata in processione e nel 1848 fu chiamata Madonna della cintura, infine nel 1960 fu restaurata.

Attiguo alla chiesa si trova l’oratorio, che al suo interno conserva un bel dipinto a olio su tela dei “Santi Fermo e Rustico” di Francesco Balestra. Nel 1914 il vecchio altare maggiore fu sostituito da quello attuale, artistico e imponente; esso copre un lodevole affresco dell’ “Adorazione dei Magi”, probabilmente del XVI-XVII sec. Belle sono anche le vetrate, tra cui spicca quella che rappresenta il Santo Patrono.

Fonti
http://www.balconesulgarda.com/html/storia/chiese.shtm
CTG, Il Baldo. Quaderno culturale 2005 – 16. Grafiche P2. Verona, 2005. Pp.63-77