Malga Valvaccara




La malga Valvaccara è situata a mt 1546 d’altezza, in prossimità della stazione intermedia della seggiovia Prada – Costabella.
Si trova nell’omonima Val Vaccara, un altopiano dalla morfologia particolarmente interessante posto sul versante occidentale del gruppo del Monte Baldo e solcato trasversalmente dalle gole dei torrenti che scendono verso il sottostante Lago di Garda. La Val Vaccara inizia a nord con il passo Scale posta a quota 1348 m, dove è ubicata l’omonima malga e termina a sud nella Val Cottarella a 890 m di altezza. Tornando indietro nel tempo già i romani avevano esplorato le valli e le cime del Monte Baldo, all’epoca chiamato Mons Polinius.
In seguito le foreste della Val Vaccara e di altre valli del Baldo furono utilizzate per rifornire di legname la città di Verona, centro importantissimo della Regio Venetia.
L’edificio della malga è costituito da un baito con vista dominante aperta sul sottostante Lago di Garda. Il baito orientato con l’asse longitudinale nord est – sud ovest, è molto semplice, di forma rettangolare e presenta come tradizione vuole la muratura portante in pietra che si innalza di un solo piano. L’elemento architettonico  di maggior rilievo è il bel camino semicircolare costruito su un lato, lungo la parete longitudinale nord ovest e caratterizzato nella porzione superiore da numerose  aperture, per permettere al fumo di uscire. A destra del camino di trova una delle due porta d’ingresso principale dell’edificio, l’altra è ubicata nella medesima posizione ma sull’altro lato dell’edificio, insieme danno forma a un andito (corridoio, spazio secondario di passaggio). Accanto a questo si apre il logo del late, facilmente riconoscibile anche dall’esterno poiché è caratterizzato da finestrelle strette e lunghe, interrotte da listelli in pietra  per facilitare la ventilazione e nel medesimo tempo evitare di far penetrare all’interno i raggi del sole. Nella parte opposta, oltre il logo del fogo , un altro ambiente di servizio per gli abitanti della malga.

Per saperne di più

La malga baldense