SIC Monte Luppia e Punta San Vigilio




Il SIC (SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA) Monte Luppia e Punta San Vigilio si sviluppa per 1037 ettari lungo il versante occidentale del Monte Baldo con una direttrice prevalente nord-sud, da una quota di circa 70 mslm sino a circa 600 mslm. Il territorio che ricade all’interno del SIC è caratterizzato da formazioni vegetali che tipicamente si sviluppano lungo le pendici meridionali delle Alpi orientali con alcune peculiarità, per lo più floristiche, determinate dalla combinazione di taluni aspetti stazionali quali il bacino lacustre del Garda e i ripidi versanti del Monte Baldo. La formazione vegetale prevalente è quella boschiva che occupa circa 850 ettari dei 1037 totali del SIC, il resto del territorio è caratterizzato da praterie xero-termofile, colture agricole specializzate (oliveti) ed insediamenti urbani.

SIC IT3210004 – MONTE LUPPIA E P.TA SAN VIGILIO

I BOSCHI E GLI ARBUSTETI
Le tipologie forestali che si possono osservare all’interno del SIC sono gli orno-ostrieti tipici (Carpino nero (Ostrya carpinifolia) e l’Orniello (Fraxinus ornus) e con leccio, gli ostrio-querceti tipici, i castagneti ed impianti di resinose e latifoglie.

LE PRATERIE E I PASCOLI
Il territorio del SIC oltre alle formazioni forestali ospita praterie aride ascrivibili per lo più ai Brometi, categoria vegetazionale che comprende diverse associazioni prative legate a situazioni di aridità. Si tratta di formazioni vegetali che si sviluppano prevalentemente in situazioni rupestri o comunque discretamente acclivi.
Queste praterie sono tipicamente caratterizzate da essenze quali il Bromus erectus, il Brachypodium rupestre subsp. caespitosum nonché il Teucrium chamaedrys, l’Helianthemum nummularium, la Festuca gr. ovina e l’Anthyllis vulneraria; la composizione floristica subisce delle variazioni in funzione del tenore di aridità, di alcune peculiarità stazionali come l’acclività e l’esposizione, e delle pratiche gestionali. Questi ambienti sono riconosciuti dalla Direttiva Habitat come prioritari nel caso in cui ospitino splendide fioriture di orchidee, quali Orchis morio, Ophrys bertolonii, O. apifera, O. sphegodes, Gymnadenia conopsea, Anacamptis pyramidalis, Limodorum abortivum, Cephalantera longifolia.

LA FAUNA
Dal punto di vista onitologico il SIC è caratterizzato da un insieme di specie tipicamente legate ad ambienti caldi.
Durante il periodo tardo primaverile-estivo, tra le siepi e gli arbusti frammisti a praterie, si osserva l’averla piccola, un passeriforme che nidifica in gran parte d’Italia tra aprile e maggio per poi svernare in Africa. Un’altra specie che predilige fitti cespugli e siepi, dove cerca riparo e cibo, è la bigia padovana, anch’essa presente nel SIC. Si tratta di un passeriforme che nidifica in Italia, quasi esclusivamente nella Pianura Padana tra aprile e maggio, e sverna in Africa.
Tra le altre specie di una certa rilevanza segnalate nel SIC si menziona il falco pecchiaolo, il nibbio bruno, il picchio muratore, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, la sterpazzola, lo scricciolo, il cardellino e il verzellino.
Tra i mammiferi il territorio del SIC ospita diversi mustelidi quali il tasso specie che apprezza sia il bosco deciduo che le zone con pascoli aperti, ma è più abbondante dove sono presenti ambedue gli habitat, la faina che frequenta una grande varietà di ambienti, ed è comune anche in aree antropizzate e la donnola la quale trova rifugio nelle tane delle talpe, negli alberi cavi, negli anfratti tra le rocce, ma anche nei fienili e nei solai.
Nel SIC significativa è la presenza, tra i mammiferi, degli ungulati quali capriolo mentre sporadico è il camoscio. Infine importante è il contingente di anfibi e rettili come vipera, natrice dal collare, orbettino, rana dalmatina, rospo comune, ululone dal ventre giallo e salamandra pezzata.